Questo sito racconta la sfoglia tirata a mano, e le cinque guide della scuola parlano di quella. Ma la macchina a rulli esiste, molte persone hanno solo quella, e far finta di niente non aiuterebbe nessuno. Così abbiamo raccolto qui tutto quello che riguarda i rulli, in una pagina sola: chi usa la macchina trova le sue indicazioni senza doverle cercare in mezzo alle altre, e chi tira a mano non se le ritrova tra i piedi.
Nessun pregiudizio, quindi. La macchina fa risparmiare tempo e fatica, in una cucina piccola a volte è l’unica opzione, e una sfoglia fatta a macchina resta infinitamente meglio di una comprata al supermercato.
Mattarello o macchina a rulli: un confronto onesto
Ecco cosa cambia davvero.
| Mattarello | Macchina a rulli | |
|---|---|---|
| Superficie della sfoglia | Ruvida, porosa, trattiene il sugo | Liscia, compatta |
| Spessore | Variabile, si regola a occhio | Uniforme, ripetibile |
| Larghezza della sfoglia | Un unico disco grande | Strisce di 14-18 cm |
| Tempo per 400 g | 7-20 minuti secondo l’esperienza | 10 minuti circa |
| Fatica | Alta, si allena | Bassa |
| Spazio necessario | Tagliere grande | Un angolo di tavolo |
| Curva di apprendimento | Lunga | Mezz’ora |
La verità è che per le tagliatelle e per i formati dove la sfoglia si sente in bocca, il mattarello dà un risultato che la macchina non raggiunge. Per lasagne, cappelletti e ravioli la differenza è molto minore, e c’è chi preferisce la macchina proprio perché la sfoglia esce di spessore identico dal primo all’ultimo pezzo.
Prima di cominciare
Fissa la macchina a un tavolo che non si muove, con il morsetto stretto bene: se balla, la striscia esce storta. Tienila lontana dal lavello, perché l’acqua è la sua nemica. Metti da parte un vassoio infarinato o un canovaccio pulito dove appoggiare le strisce man mano che escono.
L’impasto è lo stesso della sfoglia a mano, quello della guida all’impasto base: un uovo ogni etto di farina, dieci minuti di lavorazione, mezz’ora di riposo coperto. Il riposo con la macchina conta ancora di più: una pasta non riposata si ritira fra una passata e l’altra e non prende mai la larghezza giusta.
Le tacche della macchina
La macchina a rulli dà uno spessore ripetibile, ma le tacche non sono uno standard: la tacca 6 di una marca può corrispondere alla 7 di un’altra. La regola generale è questa:
- passa sempre la sfoglia attraverso tutte le tacche in ordine, senza saltarne, ripiegandola in tre le prime due volte per rinforzarla;
- per i formati tagliati fermati alla penultima tacca;
- usa l’ultima solo per cappelletti e tagliolini, e con un impasto ben riposato, altrimenti la striscia si buca;
- dopo la prima volta, misura la striscia con il metodo del controluce e annota la tacca giusta per ogni formato sulla tua macchina.
La tacca consigliata per ogni formato è nella tabella della guida agli spessori della sfoglia, colonna “Tacca (su 9)”: vale come punto di partenza, poi la tua macchina ti dirà se scendere o salire di una.
Il metodo, passo per passo
- Dividi l’impasto in quattro pezzi e tieni coperti quelli che non stai lavorando, altrimenti in due minuti fanno la crosta.
- Schiaccia un pezzo con le mani fino a farlo entrare fra i rulli aperti al massimo.
- Alla tacca più larga piega la striscia in tre, come una lettera, e ripassala quattro o cinque volte. È il passaggio che tutti saltano ed è quello che fa la differenza: la pasta si compatta e prende la larghezza dei rulli.
- Da qui scendi una tacca alla volta, senza saltarne nessuna, passando una sola volta per tacca.
- Se la striscia diventa troppo lunga da gestire, tagliala a metà e continua con i due pezzi.
- Fermati alla tacca giusta per il formato e appoggia la striscia sul canovaccio.
Per i formati tagliati lascia asciugare le strisce dieci minuti prima di passarle al taglio, altrimenti i nastri si incollano fra loro. Per la pasta ripiena è il contrario: si lavora subito, mentre la sfoglia è morbida, così i bordi si sigillano da soli senza bagnarli.
Gli errori che si fanno con la macchina
Saltare le tacche. Passare dalla 3 alla 6 per fare prima stressa il glutine e la sfoglia si strappa. Le tacche si scendono una per volta.
Infarinare troppo. La farina in eccesso finisce nei rulli, si impasta e lascia striature sulla sfoglia. Se la striscia si attacca, la pasta è umida: meglio un velo di farina sulle mani che una manciata sulla sfoglia.
Non rinforzare all’inizio. Senza le pieghe in tre alle prime due tacche la striscia esce con i bordi sfrangiati e non diventa mai un rettangolo pulito.
Lavorare tutto l’impasto insieme. I pezzi che aspettano scoperti asciugano e poi si spaccano. Coprili con una ciotola rovesciata o con la pellicola.
Come si pulisce
Mai acqua, mai lavastoviglie: l’acqua arrugginisce i rulli e porta via il lubrificante degli ingranaggi. Si fa così: lascia asciugare i residui di pasta per un’ora, poi spazzola i rulli con un pennello rigido o uno spazzolino asciutto, girando la manovella avanti e indietro. Alla fine un panno asciutto sull’esterno. Conservala in un posto asciutto, non sopra i fornelli e non sotto il lavello.
Se un giorno vorrai provare il mattarello, gli stessi spessori si ottengono con il gesto che spieghiamo nella guida su come tirare la sfoglia: la differenza è che li senti sotto le mani invece di leggerli su una manopola. Non c’è fretta, e non c’è nessun esame da superare.
Domande frequenti
La sfoglia al mattarello è davvero diversa da quella a macchina?
Sì, si sente. Il mattarello lascia una superficie leggermente ruvida e porosa che trattiene il sugo; i rulli la lisciano e la compattano. Per le tagliatelle al ragù la differenza è netta, per i cappelletti in brodo molto meno.
Che tacca della macchina per la pasta uso per i ravioli?
La penultima per ravioli e tortelli con ripieno morbido, l'ultima per i cappelletti che vanno in brodo. Le tacche cambiano da marca a marca, quindi tira una striscia di prova e guardala in controluce: per i ripieni piccoli la sfoglia deve lasciar intravedere il colore del ripieno.
Si può lavare la macchina per la pasta?
No, mai con acqua e men che meno in lavastoviglie: l'acqua arrugginisce i rulli e porta via il lubrificante degli ingranaggi. Si lascia asciugare la pasta rimasta, si spazzola con un pennello rigido e si passa un panno asciutto.
Perché la sfoglia esce con i bordi sfrangiati?
Perché non è stata rinforzata all'inizio. Alle prime due tacche piega la striscia in tre come una lettera e ripassala quattro o cinque volte: la pasta si compatta, prende la larghezza dei rulli e da lì in poi esce con i bordi dritti.